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Perché sostengo Italo, il Family Day e anche la stepparent adoption

Ieri Twitter è stato monopolizzato dalle critiche alla promozione lanciata da Italo Treno per il Family Day: una riduzione del 30% sul costo del biglietto per tutti i clienti che avessero utilizzato il codice sconto “family30”. Ne parla, oggi, Matteo Flora, in un articolo interessante che riporta i dati di questa alluvione. Gli hashtag #boycottitalo, #boicottaitalo e #italofail sono stati molto popolari (trend topic, per usare la terminologia del social network) e l’account Twitter di Italo ha ricevuto quasi ottomila mention dagli altri utenti.

Italo ha replicato (in maniera, per la verità, un po’ goffa) alle proteste degli utenti, pubblicando un post sulla propria pagina Facebook, nel quale ha sostenuto che Italo avrebbe “un sistema commerciale in base al quale offre convenzioni a chiunque le chiede e che può garantire una certa mole di traffico. Tutte alle stesse condizioni . Ne facciamo ogni giorno e con ogni tipo di organizzazione e associazione in occasione di eventi musicali, sportivi e sociali, senza fare scelte nè ideologiche nè di appartenenza, ma nel solo e ovvio rispetto della legge”.

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La cura è stata peggiore del male e in tanti hanno contestato la decantata equidistanza di Italo e la sua presunta adesione a una manifestazione politica.

I commentatori si sono divisi in due grandi gruppi (e volutamente tralascio quelli che non perdono mai l’occasione per fare bella figura tacendo).

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I primi, quelli che hanno comunicato – anche platealmente, pubblicando la foto della propria tessera punti Italo tagliata in due – di non voler più utilizzare i treni Italo.

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Gli altri, invece, hanno confuso i piani, tirando in ballo il nazismo, i raduni neofascisti e amenità analoghe.

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Affermazioni del genere sono da fascisti (o, almeno, da antidemocratici), non la promozione di Italo o il Family Day.

Provo a spiegare il perché con alcune premesse personali, inutili di per sé, ma necessarie in un terreno scivoloso come quello che ci interessa:

  1. Non mi piace il Family Day, non nutro alcuna simpatia per le Sentinelle in piedi.
  2. Sono favorevole alla step-parent adoption. Sull’adozione da parte delle coppie omosessuali non ho un’opinione ferma (me ne ero occupato una quindicina di anni fa per lavoro, iniziando a scrivere un saggio, che poi abbandonai per l’incapacità di arrivare ad una presa di posizione).
  3. La libertà di manifestare le proprie opinioni è sancita dall’articolo 21 della Costituzione, quella di riunirsi dall’articolo 17. La libertà di manifestazione del pensiero conosce il solo limite della non contrarietà al buon costume; la libertà di riunione può essere circoscritta solo per motivi di sicurezza o di incolumità pubblica. Non mi sembra siano i casi delle manifestazioni che – da un lato o dall’altro – ci interessano.
  4. Negare il diritto di manifestare e di riunirsi per il Family Day o per le Sentinelle in piedi significa sostenere una posizione incostituzionale. È banale, ma è il caso di ricordare che essere democratici significa consentire anche a chi non la pensa come noi di manifestare e di riunirsi.
  5. Rimanendo nell’ambito costituzionale, le scelte aziendali di Italo, giuste o sbagliate che siano, rientrano nella libertà di iniziativa economica privata, tutelata dall’articolo 41. È legittima e sacrosanta la scelta di non usare Italo, ma non si può impedire a Italo di offrire le proprie promozioni a chi vuole, quando vuole e come vuole.
  6. Italo ha pensato a una promozione per una manifestazione che rientra nei limiti fissati dalla Costituzione. Non ha previsto sconti per manifestazioni di apologeti del fascismo o di sostenitori del nazismo. A costo di essere pedanti, queste manifestazioni sono incostituzionali, il Family Day e le Sentinelle in piedi (ma che brutto nome!), no.

Un sacco di ovvietà, ma spero me ne sia concessa un’ultima, che vale per tutti. La strada che porta al riconoscimento dei diritti civili è lunga e tortuosa: ma, quando passa per la negazione dei diritti civili altrui, diventa solo una strada sbagliata.

PS: Ho ricevuto molti commenti per quest’articolo. Commenti spesso irrilevanti con le mie affermazioni, in cui sono stato accusato di volermi opporre alle istanze di modifica legislativa. Nulla di più falso, tant’è che ho scritto apertamente che sono favorevole alla stepparent adoption così come prevista nel ddl Cirinnà e non ho un’opinione precisa sull’adozione da parte delle coppie omosessuali.  Il mio intento, lo ripeto, era quello di denunciare le contestazioni che hanno indotto le Sentinelle in piedi ad abbandonare i luoghi in cui si erano radunate e di ricordare che il Family Day – manifestazione alla quale non ho mai partecipato e alla quale mai parteciperei – è una manifestazione conforme alla Costituzione e non un raduno di nazisti, come sostenuto da alcuni.